Fujifilm allogisi

L’esplosione dei contenuti video ha dato nuova linfa al settore. Un’occasione da non perdere”. Parola di Guglielmo Allogisi, General Manager della Imaging Solution Business Division di Fujifilm Italia

Incontrando Guglielmo Allogisi, General Manager della Imaging Solution Business Division di Fujifilm Italia, non possiamo fare a meno di parlare del mondo e del mercato della fotografia e del suo stato di salute, un settore che fa da file rouge alle tre divisioni di Fujifilm che si occupano di “immagine” (Photo Imaging, Electronic Imaging e Optical Devices), e che due anni fa si sono fuse per dare vita alla Imaging Solution Business Division, guidata appunto dal manager che ritroviamo pieno di ottimismo e pronto ad affrontare le nuove sfide. “Sono anni che si dice che quello della fotografia sia un mercato morto, ma così non è. Anzi è in piena trasformazione, grazie a nuovi settori nei quali le potenzialità della fotografia digitale stanno trovando nuova linfa e stanno rilanciando l’alto di gamma. Inoltre, il mercato sta premiando tutte quelle aziende che hanno una profonda storicità e un know how tecnologico, elementi chiave affinché possano gestire e rispondere alle nuove sfide”.

E quali sono le nuove frontiere della fotografia?

“In realtà è una trasformazione che abbiamo sotto gli occhi da tempo, con un percorso che parte dalle pellicole, passando dalle fotocamere ‘punta e scatta’, dagli smartphone,  che si interfaccia costantemente con il mercato professionale o del fotoamatore evoluto. Oggi la grande variabile a cui guardare è quella del video, che, come accennavo prima, è ormai legata a doppio filo con la fotografia e in particolare con quella di fascia alta. Se fotografia e video fino a qualche anno fa viaggiavano su due rette parallele, anche proprio con prodotti dedicati completamente diversi, oggi queste due rette si sono congiunte”.

Può spiegare meglio?

“Banalmente, se parliamo di contenuti, i video rappresentano una forma di narrazione sempre più diffusa, non solo sui social, da cui comunque arriva sempre più la richiesta di una qualità video elevata, ma anche in molta comunicazione aziendale. Il paradosso è che oggi i video maker prediligono le fotocamere alle videocamere per realizzare i propri contenuti: fotocamere in grado di montare ottiche di fascia alta, perfettamente in target con la nostra offerta”.

E questo trend quale cambio di passo richiede a un brand storico della fotografia?

“Innanzitutto va presa coscienza che ci si rivolge a una platea più ampia e quindi anche molto diversa dalla nostra clientela storica. In questo scenario i nostri prodotti rispondono perfettamente alle specifiche richieste da questo tipo di utenza, proprio perché il nostro know how proviene dal mondo del video professionale. E ci stiamo rendendo conto che i vlogger di oggi, pur essendo spesso molto giovani, vogliono dotarsi delle migliori tecnologie in questo ambito. Ma non solo, anche i professionisti della foto hanno ampliato la propria attività al mondo video per offrire questo tipo di contenuti a clienti e soprattutto ad aziende; questi due trend hanno certamente accelerato la convergenza tra foto e video. In questo contesto, anche i retailer hanno iniziato a cavalcare questa tendenza offrendo soluzioni trasversali per catturare questo nuovo tipo di domanda”.

Quindi si intravvedono grandi potenzialità…

“Certamente. Spesso questi nuovi trend vengono innescati dai consumatori professionisti, ma in questo caso anche dalle nuove generazioni che, anche grazie ai social, stanno muovendo i primi passi nel mercato del video con una creazione di contenuti numericamente rilevante. Se oggi questo tipo di utente in buona parte usa ancora lo smartphone, c’è chi, appassionandosi a questo tipo di attività, mostra l’esigenza di dotarsi di apparecchiature all’altezza della qualità per produrre contenuti. Chi tra i brand è pronto a cogliere questa tendenza già oggi ha un vantaggio competitivo in un mercato che sta ridisegnando i confini della fotografia digitale”.

Un settore, quindi, che ha ancora molto da dire…

“Il mercato fotografico è tutt’altro che morto. Il bello di questo settore è quello di essere ‘Plastico”, cioè capace di reinventarsi e di adattarsi a nuovi scenari e che, trasformandosi in continuazione riesce sempre a trovare nuovi ambiti nei quali trovare nuova linfa”.

E Fujifilm come si colloca in questo scenario?

“Fujifilm ha avuto il grande vantaggio di poter sfruttare questo nuovo scenario con competenze a 360° perché il file rouge che guida la divisione Imaging Solution è quello della qualità delle ottiche. Non solo siamo proprietari di un sistema fotografico, ma anche di un sistema di ottiche da impiegare in diversi settori dell’imaging e quindi anche del video. Al momento, FUJIFILM non ha ancora deciso di entrare nel segmento delle videocamere perché le nostre fotocamere, abbinate alle nostre ottiche, ci permettono di offrire un kit che risponde perfettamente alle esigenze di chi realizza video, anche in ambito professionale”.

Il vostro DNA fotografico è certamente consolidato. Ma la vostra riconoscibilità come brand del mondo video è tutta da costruire. Come farete?

“Come accennavo vediamo un mercato molto recettivo in cui i principali brand fotografici stanno focalizzandosi su questa nuova area di business, senza dimenticare quella core. Allo stesso tempo anche il retail sta iniziando a capire la nuova proposizione in ambito video della fotografia. Il grande lavoro che stiamo facendo è innanzitutto quello di prendere coscienza del ruolo che possiamo giocare in questo nuovo scenario e raccontare ai consumatori e ai nostri partner di canale come l’offerta Fujifilm risponda alle nuove aspettative emergenti dal mondo dell’imaging. Per questo abbiamo realizzato un’importante campagna di comunicazione che spiega il brand Fujifilm partendo dalla nostra offerta instax fino ad arrivare alle mirrorless top di gamma”.

Un’altra sfida di Fujifilm è sempre stata sulle soluzioni per la stampa fotografica anche per i canali non specializzati. A che punto siete?

“Certamente da quando c’è stata la fusione delle tre business domain, Photo Imaging, Electronic Imaging e Optical Devices, sotto un’unica direzione, la strategia sul mondo stampa è stata ridisegnata con azioni mirate ed eliminando il più possibile le criticità che ne impedivano l’espansione. Abbiamo, infatti, rafforzato l’assistenza tecnica e abbiamo dato una maggiore visibilità alle nostre soluzioni grazie a partnership o attività di marketing rivolte anche al consumatore finale. Questi semplici accorgimenti ci hanno permesso di ottenere importanti risultati di crescita nella stampa professionale. Poi Fujifilm presidia in qualche modo anche il segmento consumer con le stampanti instax. Nei prossimi mesi abbiamo in progetto di coprire anche la fascia media del mercato con prodotti dedicatie di traghettare il mercato di sostituzione dei ‘vecchi’ minilab in ottica di maggiore sostenibilità”.

Che funzione ha la gamma instax nella strategia di Fujifilm?

“Rappresenta certamente un’altra porta di ingresso nel mercato fotografico. Per questo motivo stiamo cercando di siglare partnership con i brand del mondo smartphone, proprio perché le stampanti instax rappresentano la soluzione più semplice per ottenere una stampa partendo da uno scatto fatto con il telefono, magari attraverso un bundle tra printer e smartphone. instax è una porta d’ingresso nel modo foto perché permette di ‘seminare’ anche nelle nuove generazioni e nel grande pubblico la pratica della fotografia. Rappresenta il punto di partenza su cui costruire, i fotografi professionisti di domani li dovremo conquistare con i nostri prodotti e con il contributo dei nostri partner”.

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